martedì 7 agosto 2012

Diario olimpico (5) - Il giorno della sconfitta.

Il giorno della sconfitta.
Perché con grande tristezza di questa cosa qui voglio scrivere. Avevo comprato i biglietti per Mateja, oltre che per Cristina, Chiara e me. Regalo a sorpresa. Credevo potesse essere la più bella medaglia d'Italia, quella della marcia 50 km. Il grande fascino dello sport di fatica, il campione olimpico uscente: una gara da vivere e raccontare. La vivremo ugualmente, ma con quanta amarezza! E senza il campione, perché lui si è dopato. È una buona notizia per lo sport che lo abbiano beccato. Sto trascorrendo una giornata da full immersion olimpica (ne parlerò nel prossimo diario), senza connessione. Conosco poco i commenti, solo quelli dell'appena accaduto. Ho letto accuse pesanti. Sacrosante. Mi viene però da aggiungere: mi sembra che Alex Schwazer sia un uomo che sta male, uno a cui si è rotto qualcosa. Ricordo la sua sofferenza dopo gli Europei dello scorso anno, quel "non mi diverto più" che aveva l'eco di una richiesta di aiuto. Questo non scusa nulla, magari spiega qualcosa. Speriamo che il passato fosse pulito. Era il mio atleta preferito sull'applicazione London 2012, ho comprato il suo libro per leggerlo in tempo olimpico, l'ho finito di leggere sul treno che mi porta a vedere i Giochi. Ma abbiamo perso. Perso così male che peggio non si può.


Claudio Ferlan

6 commenti:

  1. Ancora una volta siamo sulla stessa lunghezza d'onda. Era anche il mio atleta preferito, quello che più aspettavo a queste olimpiadi.
    Questo caso di positività mi pare molto strano. Schwazer non era uno che aveva bisogno del doping e non si capisce come mai ci sia caduto, pare quasi una cosa fatta apposta proprio per farsi beccare e farsi punire.
    Domani ci sarà la conferenza stampa, magari ne sapremo di più. Suo padre intanto ha detto che è andata bene che ha fatto uso di Epo e non che abbia fatto qualcosa di peggio. Questo fa pensare parecchio..

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  2. Ho letto qualche commento in più, Drugo, e mi trovo molto d'accordo sul "sembra fatto apposta": come dire, devo trovare il modo di uscirne e incosciamente lo trovo così. PS - sono poco connesso ma ho addocchiato il tuo racconto a puntate e appena ho un po' di tempo me lo tracanno. Oggi basket...

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  3. I commenti su Alex sono vari nella giungla dell'etere.Chi lo compatisce,chi lo sbeffeggia e chi lo comprende.
    Difficile in questo marasma che di sportivo ha ancora poco capire e fare riflessioni.Certo è che il ragazzo probabilmente non ha saputo trasmettere le sue sofferenze a chi gli stava vicino.
    Di contro però mi chiedo;....ma nessuno ha scorto la sua fragilità caratteriale? Chi lo allenava non si preoccupava della testa oltre che del corpo?

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  4. La stessa domanda ce la facciamo io e Chiara: lei vedendo l'intervista del dopo Europei mi disse: questo è un uomo depresso. Possibile che uno spettatore alla Tv se ne accorga immediatamente e nessuno faccia nulla? Carne da medaglia?

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  5. Non ti preoccupare, il mio racconto rimane li. Hai tutto il tempo che vuoi per consultarlo

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    1. Avrò cose interessanti da leggere per combattere la nostalgia da sport!

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