venerdì 10 febbraio 2012

Due motivi e (almeno) tre idee

Dall'ultimo post è passato un po' di tempo... quasi tre settimane, credo sia un record negativo. Non che mi siano mancati gli argomenti, anche se nel periodo ho corso poco. Sono due le cause del silenzio e della lettura poco frequente dei blog che seguo.
Uno. Ho appena consegnato all'editore che lo valuterà il corposo plico di un mio libro "di lavoro". Non corse e trail, ma storia del cristianesimo nel 1500/1600. La parte del mio cervello dedicata alla scrittura probabilmente si è concentrata tutta lì. Come lì si è concentrata buona frazione del tempo che tradizionalmente è libero.
Due. Come ho ampiamente raccontato su facebook, a casa si è stanziata una famiglia di virus che continua a farci compagnia. Le più scassate sono state Chiara e Mateja, io ho fatto la mia parte e ancora siamo in ballo, ormai da una ventina di giorni.
Le due cause del silenzio sono anche le due cause della poca corsa. Mi spiace perché mi sarei di sicuro molto divertito a provarmi al freddo di questi tempi: non ho mai sofferto molto il clima polare e ho pure una bella scorta di vestiti adatti anche al sottozero. Sognando di ghiacci futuri, questa sosta la vedo come un'occasione persa. Ma davvero c'era poco da fare.
Qualche corsetta, qualche passeggiata e alcune idee.
Prima idea (parecchio concreta). Mi sono iscritto alla Traversata dei Colli Euganei, 42km e 2000m D+ a metà aprile. Tutti quelli che l'hanno corsa me ne hanno parlato benissimo, sia per il percorso che soprattutto per il clima e l'allegria. Aggiudicata! E siccome sono un romanticone, ho regalato a Chiara l'iscrizione alla 21km.
Seconda idea (parecchio concreta). Mi sono iscritto alla società di corsa Distanceplus ASD. E siccome sono un romanticone, ho regalato a Chiara l'iscrizione. Si anticipa San Valentino qui!
Terza idea (si spera concreta ma non si sa). Mi voglio iscrivere alla sei ore della Venice Ultramarathon, un tipo di corsa per me sconosciuto: Si gira per sei ore su di percorso di 4km e alla fine si contano i km. Molto semplice. Perché una cosa simile, antitesi del trail? Perché sono curioso, perché me l'ha consigliata come allenamento "di testa" un campione come Ivan Cudin, perché voglio vivere una corsa in un clima di festa, perché correre guardando Venezia è sempre un bel correre, perché spero che in un gira-gira così ci sia spazio alla concentrazione sullo stile (prona che ti prona, magari posso fare qualcosa di meglio), e alla fine anche perché "non sono tanto giusto". Non ci arriverò con l'allenamento che speravo, ma non mi preoccupo. Alla peggio corro 5 ore (quelle credo di averle nelle gambe) e una cammino. Tutto questo avverrà se i virus da asilo nido (nome scientifico Pingue Monstrum Matejonense Inchiapettante Matrem supratotum ma anchem Patrem) andranno a vivere da soli. Vista l'età, sarebbe anche ora.
Poi ci sono le idee per l'estate, che erano solide e adesso sono confuse.
Vederemo.

domenica 22 gennaio 2012

Rovereto-Torbole A/R

Avevo in programma, questo fine settimana, di correre un lunghetto da 20-25km. Giovedì però arriva la proposta dell'amico Gio62: partiamo da casa (abitiamo molto vicino) e arriviamo a Torbole lungo la ciclabile che porta al Lago di Garda. Lì ci fermiamo per un té caldo e poi torniamo indietro. L'idea mi acchiappa subito e la mia disponibilità arriva immediata. Non conosco il tragitto (ne ho percorso solo un piccolo pezzo), ma da chiacchierate precedenti mi pare di ricordare 30/32km. Qualcosa in più, però, mi dice al telefono l'amico organizzatore.
Stamattina alle 8 sono pronto sotto casa di Gio. I km dovrebbero essere 38, vabbè, andiamo e vediamo. Cominciamo tranquilli a ritmo chiacchierata, io ormai ho il mio abbigliamento invernale collaudato. Pantaloni lunghi, canottiera, maglia termica, giubbino senza maniche, cappello-buff e altro buff al collo, borraccia a mano. Come bevanda scelgo su consiglio di Michele acqua, miele di castagno e limone: ottimo, energetico, e, dice lui che è apicultore, molto digeribile. Super.
La prima foto la faccio ad un'anatra, kaku kaku per Mateja (la sua personale interpretazione di "qua qua").
La seconda al compare di corsa.


Mi sento molto bene, continuiamo tranquilli verso Torbole godendo di una giornata frescolina (specie nei tratti dove tira vento da nord) ma limpidissima, capace di offrire bellissimi panorami. Quando arriviamo sopra Torbole, la vista sul lago è splendida.
Purtroppo la mia insipienza fotografica ha rovinato irrimediabilmente le foto degli uliveti. Ne sopravvive una sola. Il Garda però c'è:

Scendiamo verso il paesino, che si vede là sotto e appena arrivati c'è il tempo per una nuova rassegna Kaku-Kaku

Facciamo la pausa, ci accomodiamo in bar per un tè caldo e continuiamo a chiacchierare, cosa che in realtà (almeno all'andata) non abbiamo mai smesso di fare. Il primo tratto è andato, sono 19km abbondanti e 300m scarsi di dislivello. Mi sento bene, tanto che quasi mi sorprendo. Dentro di me ho un po' di timore per la salita che ci aspetta appena lasciata Torbole. Dico a Gio che farò quel che posso.
Sarà la pausa, sarà la distrazione offerta dalle splendide vedute, sarà soprattutto la cadenza perfetta che Gio mi suggerisce, e con mia sorpresa arrivo alla cima della salita senza dover fermarmi né camminare. Credevo ce ne fosse ancora! Mi regalo la giusta soddisfazione per immagini, scattando prima verso il Garda, poi verso le montagne


Il ritorno è più veloce dell'andata, nonostante il dislivello sia ben più marcato. Immagino possa essere un piccolo rischio, ma prima o poi bisogna anche provare a mollare, vero?
Dopo una trentina di km abbondanti rallentiamo un po' il passo, senza però cedere troppo. Ci concediamo delle brevi camminate, come del resto avevamo fatto all'andata, per mangiucchiare e bere senza rischio soffocamento. E' un'abitudine che ho preso da anni e che rispetto sempre.
Gli ultimi km sulla ciclabile roveretana, quella che calpesto spessissimo sono forse i più faticosi, un po' perché arrivano alla fine, un po' perché conoscere troppo bene il percorso può rischiare di alienarti. Allora si chiacchiera ancora.
E alla fine arriviamo, non posso dire di essere fresco, ma poteva andare molto peggio. Le gambe sono affaticate ma non c'è traccia di crampo, il fiato va bene, anche il dolore al costato che mi accompagna da un po' (vi ricordate il maialino da latte?) si è presentato debolmente solo ai primissimi minuti, prima di essere caldo.
Grazie a Gio per la proposta, la compagnia, i consigli e tutte le spiegazioni su monti e strade che ci si sono mostrati in questa splendida domenica mattina.
Non vedo l'ora di provarne di nuove.
Qualcosa meno di 5ore dopo la partenza, ecco casa dolce casa:
Tenendo conto della mezzoretta di pausa tè caldo, delle soste alle fontane e per il cibo, del dislivello che alla fine il mio altimetro fissa in 700m tondi tondi, del chilometraggio che ammonta a 38,500 m... sono contentissimo!

venerdì 20 gennaio 2012

Te la do io... Venezia: Trail Autogestito del mio cuor

Grazie a Cristiano, Giorgio, Antonella e grazie a chi, magari dietro le quinte, rende possibile questo TA.
Non mi è facile mettere in parole la gioia e la soddisfazione che ho vissuto domenica scorsa correndo in ottima e numerosa compagnia tra le calli di Venezia. E' il terzo anno che corro questo TA e ogni anno mi entusiasmo. Questo gennaio 2012, però, mi/ci ha regalato quel qualcosa in più, ovvero la collaborazione di nonna Giuliana e di conseguenza la possibilità di correre assieme, Chiara ed io.
Mi è stato chiesto cosa ci sia di Trail nel correre in piena città. Lo spirito, la gioia di correre, il gusto della scoperta, i ponti, i partecipanti, il terzo tempo.
Mi è stato chiesto spesso perché corro. Rispondo: vieni al TA di Venezia, così invece di rispondere in parole (il linguaggio è una cosa bellissima, ma limitata) mi guardi in faccia mentre corro e capisci tutto. E se non capisci, guardami in faccia dopo la corsa.
Partiamo domenica mattina di buonora, Chiara ed io, da Sagrado (GO), dove ci siamo stanziati per qualche giorno approfittando di miei impegni di lavoro tra Gorizia e Udine. Mateja rimane con nonna, perdendo (spiace per lei, ma ci perdonerà) l'opportunità di timbrare presente a tutte le edizioni del TA. Il primo anno era in pancia, il secondo in fascia (ma Chiara per questo non poteva correre). Lo sciopero dei treni ci costringe alla macchina, pazienza. Ritrovo in stazione, e via di buon passo verso la palestra dove ci cambiamo, e dove alla fine avremo da lavarci al caldo: mica poco.
Chiara credeva di tagliare guidata qualche km, io penso invece che sia per lei tempo di allungare e alla fine avrò ragione: insieme ci lasciamo passare sotto le scarpe tutti i 26km di questa magnifica corsa. E scopriamo/riscopriamo angoli di Venezia che solo chi è nato lì è capace di trovare, ci guardiamo intorno lasciandoci stupire dal fascino della città. Parlo poco, oggi. Mi godo la compagnia di mogliettina e, in alternativa, la solitudine in mezzo alla folla. Mi lascio trasportare dal piacere della corsa, dall'emozione di mettere un piede davanti all'altro in mezzo al Bello. Saranno in tutto quasi quattro ore, tra corse e soste da turisti, con tante fotografie da ricordare timbrate nella memoria. I volti dei vacanzierei domenicali sorpresi da tanta gente (pare che a correre fossimo un'ottantina) che non si capisce come corra: "Non è una gara perché tutti chiacchierano, non è una passeggiata perché comunque vanno, tutti colorati, con zainetti, borracce, macchine fotografiche e videocamere". Il sole che riflette sui canali. I veneziani che ci salutano divertiti. Tanta roba, insomma.
Alla fine pranzo comunitario in ottima compagnia.
Avevo con me il telefonino con fotocamera, ma al vedere quanti trailer urbani erano dotati di macchinari molto evoluti, ho lasciato perdere... metto sotto qualche link per le immagini, presi da spiritotrail e distanceplus.
Io e Chiara siamo questi qui, un po' mossi perché - che ci volete fare - siamo due frecce



http://www.youtube.com/watch?v=0sm0IZmqNzE
https://plus.google.com/photos/111146244042332294500/albums/5698696975112352609?banner=pwa&gpsrc=pwrd1#photos/111146244042332294500/albums/5698696975112352609
https://picasaweb.google.com/108628405184219093699/TATeLaDoIoVenezia#
http://www.everytrail.com/view_trip.php?trip_id=1419531
http://www.distanceplus.com/forum/61-d-trail-a-running/18355-te-la-do-io-venezia-3a-ed-15-1-2012.html?limit=15&start=150
https://picasaweb.google.com/dinaleone/15Gennaio2012#
https://plus.google.com/photos/105397090663425109260/albums/5698336084597735761/5698336090555684290?banner=pwa#photos/105397090663425109260/albums/5698336084597735761/5698336686913778482

domenica 8 gennaio 2012

Un inizio breve e ghiacciato

Dall'inizio dell'anno sono riuscito a correre spesso anche se mai a lungo. Questa settimana quattro uscite brevi, tra i 40 minuti e l'ora, due in misto sentiero/asfalto, due in solo asfalto.
E anche un paio di passeggiatone con Mateja nello zaino (il maialino da latte sta cominciando a gravare sulle spalle...).
L'asfalto è stato organizzato per essere divertente: uno in notturna, l'altro in compagnia di Chiara (grazie a zii e cugini che facevano i Matj-sitter). 
Il misto mi serve perché mi piace tantissimo partire da casa: quindi sulla strada mi avvicino alle montagnole che circondando Rovereto, e poi salgo e scendo. 
Questa è la cima del Monteghello, sede abituale dei miei saliscendi brevi:
E' un giro di pochi km (credo circa 8), ma con un discreto dislivello (370m). Uso l'altimetro e non il GPS, tanto per chiarire certezze e incertezze. Ho comprato uno di quei telefoni che fanno le foto, e mi diverto a scattare: ecco uno dei panorami dal Monteghello: là sotto c'è casa nostra:
L'altro misto mi porta prima all'Ossario e poi, salendo su di un bel sentiero dedicato alla pace, alla Campana dei Caduti. Qualche problema, sull'uno come sull'altro giro, lo regala il ghiaccio. Nelle parti in ombra si formano delle lastre davvero spesse e scivolose che rendono impossibile (a me) la corsa:
Fino a quando era così tutto bene, ma sia venerdì che oggi ho trovato davvero tanto, tanto ghiaccio.
E' plausibile dunque che mi tocchi per qualche tempo dedicarmi all'asfalto: poco male, ho voluto andare a vivere in (prossimità della) montagna, e allora accettiamo ciò che il meteo propone e suggerisce.

sabato 31 dicembre 2011

La vendetta del maialino da latte

Io ho una poco sana passione per le costine di maiale alla griglia. Al pranzo del mio matrimonio ("grigliata di gala") mi fecero trovare una costina sul piatto appena accomodato al tavolo. Gli amici esperti grigliatori mi viziano sempre. In Argentina la prima cena è stata dedicata alla poca sana passione etc. etc.
Giustamente, il maialino si è vendicato. 
Un paio di settimane fa mia figgggghia per la prima volta ha dormito nel lettone, non è mai stata interessata, ma quel giorno lì si è svegliata di notte e non si capiva quale fosse il problema. Dopo vari tentativi, è arrivata la nanna in mezzo a mamma e papà. Formazione: Chiara con testa su di un comodino, io abbracciato all'altro comodino per non cadere da comoda cengia. Mateja scalciante in orizzontale. S'inoltra la notte e io, imprudente e addormentato, volgo il petto all'infanta. Lei, maialino da latte se ce n'è uno, colpisce secco e violento con due calci volanti stile Hulk Hogan. Io gemo dal dolore, Chiara sente il lamento, si sveglia chiede che succede, ottiene risposta.
Mattina. Mi fa male il costato, laddove è arrivato il doppio calcio. Capillari rotti, ematoma incipiente. Ci ridiamo su.
Passano un paio di giorni. Cammino veloce per prendere il treno, non ho fiato, non riesco a muovermi se non in posizioni strane. Mi preoccupo: cos'è questo dolore? 
Ancora un giorno. Vado a correre. Dopo 2 minuti finisce il fiato, non arriva, non sale, non respiro. Mi chino e torno a casa. Che sarà mai? Devo farmi vedere.
Ipotizzo: stiramento addominale, contrattura, o forse qualcosa di peggio?
Poi faccio guardare lì dove fa male e mi si dice di un ematoma, e ricordo. Il doppio calcio volante. Mi consulto subito con un paio di esperti. Il responso: contusione costale con possibile piccola incrinatura che limita il lavoro dei muscoli preposti alla respirazione. Riposo.
Ed io che ero tutto orgoglioso quando la pediatra ci disse che i muscoli delle gambine di Mateja sono particolarmente forti e sviluppati.
Ora è passata, e stamattina ho fatto senza dolore l'ultima corsa dell'anno.

domenica 18 dicembre 2011

Quarantacinque minuti

Si ricomincia a correre con, più o meno, questo minutaggio.
Mi piace l'inverno, non odio certo il freddo, anzi. Stamattina sono uscito da casa che il termometro recitava - finalmente l'inverno è inverno - meno uno. E ho corso. 
Da qualche tempo a Rovereto hanno segnato dei percorsi cittadini "Rovereto con la corsa", o meglio: li hanno segnati con una certa elasticità, dimenticando qualche bivio e inserendo qualche attraversamento stradale eccentrico. Destinati forse più a chi conosce la cittadina di quanto non lo siano ai gitanti, i percorsi rimangono un'iniziativa molto bella. Ho seguito qualche freccia, unendo i puntini come facevo da bambino sulla Settimana Enigmistica e il risultato è stato un trequartidora di grande divertimento. Ho cercato di metterci anche qualche salita, ma forse è meglio riprendersi un po' di forma prima di insistere. Certi tratti che di solito faccio per iniziare a correre verso l'alto oggi mi sono sembrati la fine, più che il principio. Ma poco male.
L'influenza è passata, il viaggio argentino è archiviato e spero proprio di ricominciare con ordine. L'entusiasmo, quello, non manca mai.
Qualche giorno a Natale lo passo in Friuli: una visita al Carso si impone, spero nessuno si impegni a scipparmela. Perché i giorni saranno davvero "qualche" e niente più.
E qui in Trentino comincio a disegnare un circuito cittadino, che mi aiuti a preparare la prossima sfida, che spero sia una sei ore asfaltata. Per i trail lunghi un appuntamento in estate, uno in autunno. Non chiedo di più. Vorrei invece incrementare i trail corti, senza disdegnare le versioni ridotte delle grandi gare.
Di questa bella domenica mi rimane il gran gusto di correre al freddo, ché il gelo è un'altra cosa. 
E mi rimangono pure: una bella passeggiata con Matj e Chiara, il panino wurstel e crauti con birra, il necessario relax e l'indispensabile tepore casalingo (altrimenti sai che figata correre sottozero...), Mateja che dorme come un ghiro alle ore sbagliate.
Ci serviva, un fine settimana casalingo: eravamo davvero arrivati alla frutta. Ma dopo la frutta arriva il dolce, precisamente il dulce de leche che abbiamo cucinato. 

giovedì 15 dicembre 2011

Pirati ed Ebook

Altro che trail domenicale con l'amico Alessio!
Altro che quattro allenamenti settimanali alternando sentieri, asfalto e cyclette.
Non faccio un tubo da giorni, debilitato dall'influenza in un continuo andirivieni di momenti in cui mi dichiaro completamente guarito ed altri in cui mi alletto.
Dicono che possa essere colpa di portatrici sane di virus provenienti dal Nido, va bene, l'importante è che sia la portatrice a rimanere sana. Io accolgo il souvenir dell'inverno e aspetto che passi.
Nell'attesa di ripartire, mi dedico assiduamente alla lettura e, quando la testolina dice basta, all'ascolto della radio. Oltre che al sonno, naturalmente.
La lettura va sul Kindle: già da qualche tempo sono passato all'ebook reader, utile e comodo soprattutto per evitare tonnellate di libri che difficilmente troverebbero albergo nella nuova casa roveretana.
Il bello dell'ebook, poi, è che puoi trovarne di gratis su siti come liberliber. Si tratta di libri senza più diritti d'autore, tra i quali ci sono anche dei classiconi della mia infanzia: tutto Salgari. E parecchie altre chicche, vale la pena davvero farci un giro.
E ho ripreso in mano Il Corsaro Nero, divorato in poche ore. Ora La Regina dei Caraibi e mi sa che il ciclo dei Pirati delle Antille in poche settimane andrà esaurito. Una letteratura che merita a pieno titolo la definizione "d'avventura", un'avventura che mi pare niente affatto passata di moda. Lo stile poi è davvero efficace: asciutto, ficcante, descrittivo. Mentre prendo una pausa per il blog, Il Corsaro Nero e Morgan sono alle prese con un abbordaggio ad una fregata spagnola.
Alla radio invece ho sentito presentare il libro di Nicolai Lilin. Molto incuriosito, ho comprato l'ebook del suo primo, Educazione Siberiana, e ho iniziato a leggerlo tra un arrembaggio e un duello a fil di spada (altro vantaggio dello strumento: pochi clic ed ecco il libro pronto senza dover uscire di casa sotto la pioggia con la febbre). Libro inquietante, ma ancora in lettura. Magari ne parlerò in futuro.
Basta scrivere, vado a leggere...