sabato 2 giugno 2012

Il topo di campagna

Il mio impatto con Lima è stato piuttosto impressionante. Dopo un viaggio lunghissimo (a quanto ho raccontato si sono aggiunte un paio d'ore abbondanti di ritardo tra Madrid e Lima), esco e prendo un taxi, come da suggerimento degli amici esperi del luogo. Via, si parte e...
ho trovato questo. Non esistono le corsie, si inventano. Il clacson vale molto più del freno. Davvero pazzesco. Mi dicono che ci sono 9 milioni di abitanti in questa città, e il Perù ne conta 27. Ovunque c'è un sacco di gente. Sembra siano tutti in macchina.
Certo non ci si può abituare, ma non c'è niente da fare.
Passa un'oretta in queste condizioni e poi arrivo in albergo. Si combatte il fuso e subito vado a vedere il Pacifico, è la mia prima volta:
Non credo di dimenticarla... poi pranzo, passeggiata e museo. Da un parco si vede come le baracche stanno conquistando la montagna: fino a dove? Fino a quando? 
Questo succedeva martedì, giorno di una lunghezza irreale che finisce in un buon ristorantino. Abbandono la compagnia con un po' di anticipo e me ne vado a perdere i sensi in camera.
Tra mercoledì e venerdì non c'è tempo per il turismo.
Una scappata in archivio (ci tornerò lunedì) e convegno. Sono stato il primo a parlare e mi sono divertito molto. Ah, quanto mi piace il mio lavoro! Poi ho ascoltato con piacere amici e colleghi raccontare le loro ricerche, spesso con molto interesse. Ho conosciuto aspetti e prospettive poco praticati in Europa, ho conosciuto persone, che è sempre la cosa più ricca. E tra tutti questi storici ho scoperto maratoneti e triatlheti, che si rifugiano, come me, nel proverbiale "mens sana in corpore sano". 
Non c'è stato il tempo per correre; certo, avrei potuto togliere tempo al sonno ma ciò si sarebbe in tradotto in dormire 3-4 ore. Meglio restare desti e pronti per onorare gli impegni da storico. 
Leggo dei terremoti in Italia, con tristi emozioni. Qui è un sito sismico, durante il nostro convegno c'è stata un'esercitazione antisismica e la notte prima una scossa, che ho sentito. Tutto è molto organizzato, con l'indicazione in ogni luogo pubblico di dove radunarsi in caso di terremoto.
Sabato pausa. Visiterò con colleghi argentini un sito inca e farò la mia prima corsa peruviana: ho già individuato il posto giusto.
Domenica penso che la dedicherò almeno in parte a iniziare la scrittura di un testo che si arricchirà di quanto ho visto e imparato qui. Lunedì archivio e martedì si parte, e mi pare un giorno piuttosto lontano, per quanto mi mancano le mie donne rimaste dall'altra parte del mondo. 
Gran bella esperienza.

7 commenti:

  1. L'oceano l'hai visto, ora non ti far scappare l'occasione per la corsetta peruviana.
    Buona permanenza.

    RispondiElimina
  2. Risposte
    1. Farai un post apposito ?

      Elimina
    2. Purtroppo niente di che, solo un criceto intorno al parco. Le dimensioni mostruose e il traffico di Lima non mi permettono altro. Ma di Perù scrivo ancora...

      Elimina
  3. Un sacco lavoretti a casa tua: un via vai di elettricisti, idraulici, pittori... . Ma che bello il Perù!

    RispondiElimina
  4. che belle foto e a dire il vero anche quella del traffico anche se non ci vorrei mai essere!!!

    RispondiElimina
  5. Grazie Patty. Il caos del traffico è davvero incredibile (e la foto, ammetto, non è mia; le altre sì)

    RispondiElimina