domenica 17 gennaio 2010

Montefortiana

Oggi Montefortiana, celebre corsa sulle colline del Soave affollata da  una marea di camminatori e podisti: siano 15.000, siano 20.000, di certo sono tanti.
Mi aspettavo qualcosa di diverso. Mi aspettavo meno asfalto e più sterrato.
Da Verona a Monteforte la strada è breve, ma visto il traffico clamoroso ci mettiamo più di un'ora. Abbiamo compagnia, Chiara ed io. Lei è ferma da un po', riprende oggi e con Marina correrà 9km, io con Paolo 21 (ammetto che un po' l'ho spinto ad allungare i suoi programmi, ma mi pareva contento, alla fine).
Folla. I primi due km sono uno slalom tra chi passeggia, poi prendiamo la deviazione 21 e lo spazio aumenta, si può iniziare a correre, pur se sempre in mezzo a tanta gente. Avevo vissuto una cosa simile solamente alla maratona di Vienna, neppure a Venezia i compagni di strada si contavano, come oggi, a centinaia.
C'era parecchio saliscendi, con alcuni punti panoramici molto belli, ma  cielo coperto, giornata uggiosa, poca visibilità.
Capisco la fama dei ristori: sono organizzati in maniera festosa e sconclusionata, completamente avulsa dalla “corsa”: si può mangiare e bere praticamente di tutto,  in un paio di occasioni ne abbiamo trovati due uno a distanza di 1 km dall'altro. O poco più. Visto però che andavamo di corsa, e che per andare di corsa eravamo vestiti (e non si può dire che facesse caldo), alcuni li abbiamo saltati.
Domenica scorsa, nel pasta party del post-Poggiolo, chiacchieravo con Danilo Miticojane e gli dicevo che sarei stato alla Montefortiana. Mi rispondeva: “Ma là ci vai per mangiare!”. Appunto. Ed aggiungeva: “Ricorda di tenere sempre pieno il bicchiere con il Soave caldo”. Appunto. Ho riservato tanta attenzione a questo suggerimento che al ritorno è stato meglio far guidare Chiara.
Alla fine, 21 km li abbiamo pur corsi. Ma più che una corsa, vedo la Montefortiana come una “Magnalonga”. Forse andrebbe affrontata in maniera diversa: un giubbotto pronto per non raffreddarsi, soste sistematiche ai ristori, mangiare e bere. Andare a spasso.

2 commenti:

  1. Caio come mai non hai fatto la 29? se hai fatto la corta ti sei perso altri ristori, strano che a te abbia fatto effeto il Soave, a me è stato come bere il the che poi sono uno che non beve vino, da provare x 1 volta va bene, ciao

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  2. Ho fatto la 21 per stare assieme al mio amico Paolo: meglio la compagnia che qualche km (e qualche ristoro) in più :)
    Troppo Soave e soprattutto troppo in fretta dopo l'arrivo. Ma mi sono ripreso presto :) :)

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